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San Cristoforo

Santo traghettatore

s. cristoforo cinocefalo

Nella corte abbiamo un sacco di divinità, direi un numero pari all’infinito, vi sono dei, demoni spiriti, spiritelli, che provengono da ogni luogo: Egitto, Babilonia, Grecia, Roma, India, Americhe precolombiane e qualunque altra parte del mondo. In occidente l’avvento del cristianesimo, ha relegato però, i mostri al di fuori della sfera del divino, portandoli semmai dalla parte “sbagliata”, cioè quella del demoniaco. Come sempre succede, c’è un’eccezione, il “nostro” santo: San Cristoforo.


A pochi giorni dalla sua celebrazione, nel calendario ortodosso, il 9 maggio, (peri i cattolici, prima che ne abolissero il culto nel 1969 con il concilio Vaticano II, si festeggiava invece il 25 luglio, non a caso proprio nella ricorrenza della più antica canicola, cioè la festa del cane) abbiamo creduto facesse cosa ad egli gradita rendergli omaggio con questo post.

Protettore degli automobilisti

Calamita di San Cristoforo

Una buona parte di voi lettori sicuramente ricorderà nella vecchia automobile dei genitori o dei nonni una piccola calamita attaccata al cruscotto con l’immagine di un uomo col bastone e un bimbo sulle spalle, e spesso una preghiera di protezione al fianco Prima che i nuovi interni in plastica rendessero obsolete queste icone portatili, e che la coscienza laica decretasse vane le preghiere degli automobilisti, una buona parte delle macchine italiane viaggiava con a bordo questo piccolo ospite, la calamita di San Cristoforo.

Negli anni 80, a dispetto dell’abolizione del suo culto, era ancora molto diffusa questa usanza, ne è prova questo breve pezzo di “Fantozzi subisce ancora” dove viene definito “protettore dei camperisti”.

 

A questo punto molti di voi si chiederanno cosa ci fa questo santo tra i nostri mostri, la sua immagine sulla calamita non aveva nulla di diverso da quella di un qualunque altro santo, ed in effetti è così, almeno da quando la chiesa non potendo sopportare di avere un treriantropo in seno, decise un piccolo “lifting” a quell’immagine perturbante, il santo, da cinocefalo divenne umano.

lifting di san cristoforo 2

Immagine di San Cristoforo dalla cattedrale della Trasfigurazione, Jaroslavl’, Russia, XVI-XVII secolo. Qui l’immagine del santo è stata “corretta” in un secondo momento, ma è ancora ben visibille la sagoma canina sotto le nuove pitture (vedi particolare)

lifting di san cristoforo

Particolare del volto che mette in risalto la vera natura del santo

Nella terra dei cinocefali

cinocefali

Cinocefali, da Livre de Merveilles, XV secolo, Parigi, Bibliothèque Nationale

 

I cinocefali erano una popolazione di genti mostruose dal corpo umano e la testa di cane, che abitavano terre lontane dai confini conosciuti, assieme ad altre amenità bizzarre (popoli che ci fa onore ospitare all’interno della corte) come i blemmi (tronchi privi di capo), gli sciapodi (con un unico piede gigante), i panozi (con orecchie giganti), i giganti, i pigmei, i satiri (con corna e gambe caprine), i ciclopi (con un solo occhio), gli antipodi (con le piante del piede a rovescio), gli ippopodi (con piedi di cavallo), le temibili manticore (con tre file di denti, corpo di leone, coda di scorpione, occhi azzurri, carnagione color sangue e sibilo di serpente), e senza dimenticare gli uomini silvestri.

animali mostruosi2

Alcuni esempi di popolazioni mostruose, tra le quali, appunto, i nostri cinocefali

L’esclusione dall’iconografia cristiana del santo cane, è quindi avvenuta per una mera questione razzista, non perché non si credesse all’esistenza di simili razze, ma perché considerati indegni di appartenere alla chiesa cattolica (va detto che gli ortodossi continuarono per vari secoli a venerare il santo nella sua forma originaria, almeno fino al XVI secolo, mentre i cattolici smisero di ritrarlo così già dal IX-X secolo).
I cinocefali erano, gli “extracomunitari “dell’epoca, chi diceva venissero dalla Siria, chi dalle coste del Mar Nero, chi dall’Etiopia, chi dalla Persia, chi dalla mitica India ed erano considerati una popolazione ostile, barbara e sanguinaria, incapaci di parlare correttamente interrompevano i loro discorsi per mettersi a latrare.
Anche Cristoforo, che prima di convertirsi si chiamava Reprebus, o Remprovos (ovvero malvagio), non sfugge a queste descrizioni razziste:

…e vedendo il santo tremò e la sua espressione cambiò quando notò il corpo dell’uomo con la testa di cane…” da Passione di San Cristoforo martire, (BHL 1766) VI-VIII secolo

…C’era un uomo che, essendo uno straniero della terra dei cannibali, aveva un’aspetto spaventoso e una testa come di cane…” da Passione di San Cristoforo martire (BHL 1764) VI-VIII secolo

“…s’imbatte in una donna, che allo scorgerne la statura gigantesca e la testa da cinocefalo atterrita fugge e chiama i cittadini al soccorso.” Da Poeti epici Latini del secolo X a cura di Filippo Ermini

Ma ecco che col tempo e con le nuove direttive della chiesa la testa di cane divenne solo una faccia particolarmente brutta:

La leggenda greca ne parla come di un uomo proveniente da “una tribù di cannibali che godeva nel catturare i deboli, tagliarli a pezzi, bere il loro sangue come fosse latte, arrostirli e poi mangiarne la carne. Anche il santo aveva un corpo gigantesco ed essendo molto brutto era stato chiamato Reprobos che nella sua lingua nativa significava «faccia di cane». Da Agios Christoforos: la leggenda greca.

Cristoforo era un cananeo, aveva una stazza gigantesca, un aspetto terribile e dodici cubiti d’altezza” dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varrazze XIII secolo

San Cristofano fu di gente cananea e fue grandissimo nel corpo e temibilissimo nella faccia sua” dal Codice Panciatichiano XIV secolo

Se volete approfondire la lettura delle varie agiografie vi rimando a questo sito che presenta le traduzioni in italiano delle principali fonti agiografiche della vita del santo.

Sintetizzando le varie leggende, rimangono queste costanti:

1) proviene da una popolazione di cinocefali,
2) è un gigante,
3) è un guerriero forte e valoroso,
4) viene battezzato,
5) incontra Cristo bambino e lo traghetta dall’altra parte del fume,
6) riesce a far fiorire un bastone solo conficcandolo nel terreno,
7) viene martirizzato da un re pagano che lo imprigiona, la fa fustigare cerca di ucciderlo facendogli scagliare centinaia di frecce, poi lo mette al rogo.

Simbolismo di San Cristoforo

anubi_osiride

Anubi dio degli imbalsatori

Il cinocefalo ha come antenato il dio egizio Anubi, con la testa di sciacallo, patrono degli imbalsamatori era considerato il protettore delle necropoli ed era colui che accompagnava il Ba, ovvero l’anima del defunto nel viaggio dell’aldilà. Il cane è tradizionalmente un animale psicopompo (fa, cioè, quello che faceva Anubi accompagnare le anime nel loro viaggio ultraterreno), ed è questo il ruolo che Cristoforo (portatore di Cristo) riveste quando traghetta cristo da una parte all’altra del fiume.

Anubi o semplice cinocefalo? Dalla "Domus di ariminum", mosaico pavimentale

Anubi o semplice cinocefalo? Dalla “Domus di ariminum”, mosaico pavimentale

Nella leggenda del santo, però, c’è qualcosa in più, il traghettare non si limita a portare le anime al di la del mondo, la soglia che Cristoforo traversa non è solo il fiume simbolico della vita, nella sua natura cinocefala è insito quel tramite tra l’ “io” e l’”altro”, io inteso come uomo occidentale e l’altro sono tutte quelle popolazioni sconosciute chiamate barbare, che fanno da cuscinetto ad un aldilà sconosciuto, tanto fisico e terreno quanto metaforico. Il fatto che un essere appartenete alla famigerata terra dei mostri, cioè un barbaro straniero,si sia non solo convertito ma abbia anche subito martirio e canonizzazione è un simbolo della chiesa stessa che si fa da tramite tra due mondi separati ed inconciliabili, il conosciuto e l’inesplorato. San Cristoforo è un limite, ma allo stesso tempo ponte per valicare i limiti.

San Cristoforo cinocefalo traghettatore di cristo

San Cristoforo cinocefalo traghettatore di cristo

 

 

cristoforo gigante

Il gigante San Cristoforo (non più cinocefalo) del duomo di Gemona del Friuli XI-XII secolo

Cristoforo è un gigante e anche i giganti, come i cani, sono, nella tradizione biblica, esseri negativi. Discendenti di Caino, e barbari cannibali, sono eccessivi in tutto, anch’essi abitanti dei limiti dell’impero, della periferia, fanno da cuscinetto tra il qui e l’altrove.
Il gigante Cristoforo porta sulle spalle il piccolo cristo ma ne sopporta a fatica il peso, che è il peso del mondo, come una sorta di atlante che tiene sulle proprie spalle il mondo stesso. In mano ha il bastone della leggenda, che va germogliando.
Il mondo con i suoi mali e i suoi fardelli è sul limite di straziare il povero gigante, ciò nonostante egli riesce a trasportarlo alla meta, dopodiché farà germogliare un bastone solamente conficcandolo nel terreno, come ordinatogli da Cristo. Qui il simbolo è quello della chiesa stessa che porta su di se Cristo ma anche tutti i mali del mondo, e riesce alla fine a far germogliare la buona novella.

San Cristoforo guerriero, Bitinia, Chiesa di San Giorgio, Cegelkoy, Turchia

San Cristoforo guerriero, Bitinia, Chiesa di San Giorgio, Cegelkoy, Turchia

Cristoforo è un guerriero, e in oriente è stato spesso dipinto nella sua armatura.Un cane gigante, fiero e forte, un guerriero della chiesa, che nonostante tutto è stato bistrattato non poco.

San Cristoforo parla

Io sono un emarginato! Ho fatto esperienze che voi uomini non immaginate nemmeno, ho mangiato carne umana, ho partecipato a guerre combattute a mani nude, sono stato fatto prigioniero, ho imparato l’uso della spada, ho ucciso altre persone con essa, poi convertitomi, una volta imparato a parlare, ho fatto della mia lingua la mia spada, ho diffuso il verbo di Dio e ho convertito popoli e razze dei confini del mondo. Ho fatto per anni il traghettatore di corpi ed anime ho conosciuto Cristo, ho faticato fin quasi a soccombere nel trasportarlo sulle mie spalle, le quali hanno tenuto tutto il peso del mondo. Voi lo sapete quanto può essere pesante il mondo da portare a spalle? Sono stato incarcerato, torturato e ucciso da piccoli uomini che avrei potuto schiacciare con una mano, ma non l’ho fatto, è stata dura non farsi prendere dall’istinto guerriero che mi ha posseduto fino a non poco tempo prima,una fatica estrema, ho dovuto lottare contro me stesso in ogni momento.

Andrea Mantegna, MArtirio e trasporto del corpo di San Cristoforo, chiesa degli Eremitani a Padova, 1454-57

Andrea Mantegna, MArtirio e trasporto del corpo di San Cristoforo, chiesa degli Eremitani a Padova, 1454-57

La fede dei credenti mi ha consolato per secoli, mi ha portato ad innalzarmi, a poter passeggiare in paradiso in mezzo a tutti gli altri santi senza alcun problema, un cinocefalo, in mezzo ad umani! Che meraviglia essere trattato da pari, per gratitudine ho intercesso la mia grazia a migliaia di viaggiatori, ma ora il mio culto è stato soppresso, ed a causa di ciò nessuno dei santi mi parla più. Ho rimesso la mia vecchia divisa militare, mi sta ancora bene, nonstante l’eta, per fortuna in oriente il mio culto è ancora vivo, specialmente tra le mie genti che vivono terre lontane ed ancora inesplorate, li ho convertiti ed ora mi adorano, sono tornato ad essere un cinocefalo a tutti gli effetti, ma ad essere sincero mi manca terribilmente quando, santo tra i santi, gli esseri umani mi usavano come tramite tra loro ed il cielo.

Albrech Dürer, San Cristoforo, acquaforte, 1511

Albrech Dürer, San Cristoforo, acquaforte, 1511

Ma io dico, sono stato estromesso solo perché secondo loro la mia esistenza era dubbia, dicono che nella chiesa moderna non c’è posto per questi retaggi medievali, invece vorrei sapere quanto di contemporaneo c’è nelle storie delle vite dei miei ex colleghi, chi parla coi lupi, chi vola verso il cielo, chi si trova in due posti nello stesso momento e quello che credeva di avere i buchi dei chiodi di Cristo nelle mani, solo per fare alcuni esempi. Loro no, hanno le loro belle facce pulite, ben simmetriche senza troppa peluria, parlano correttamente la lingua degli uomini, e allora che siano pure santi di quella barca che affonda che è la cristianità d’oggi. Io ho trovato la mia dimensione qui, nella penombra di questi confini, da dove rimugino sul mio passato glorioso.
Arf!

La prima icona conosciuta di San Cristoforo cinocefalo, qui rappresentato assieme a san Giorgio, entrambi in abiti guerreschi. Macedonia, VI-VII secolo

La prima icona conosciuta di San Cristoforo cinocefalo, qui rappresentato assieme a san Giorgio, entrambi in abiti guerreschi. Macedonia, VI-VII secolo

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